Sandra – dirigente

Pensavo che la mia anima da “dura” fosse semplicemente parte del mio carattere, e che chi non sapeva stare al passo era da me visto come un fallito. Avevo un lavoro che imponeva metodi e regole ferree, e mi rendeva anche terribilmente sola quando, oltre ai successi sul piano personale, fallivo in modo sistematico ogni cosa che riguardasse le relazioni… eppure non volevo perdere niente, avevo bisogno di restare ancorata a ciò che mi era stato insegnato in passato dalla mia famiglia: i risultati si ottengono mettendo dei paletti, tenendo le distanze e rispettando le regole.

Quando mi ritrovai, su consiglio di una conoscente, a dipingere un Mandala, scoprii che le cose erano molto differenti: Maria Cristina mi sbattè in faccia la realtà nuda e cruda quella realtà che mi sono costruita e la cosa mi diede fastidio. A metà della colorazione, del secondo mandala però, scoppiai a piangere in modo inconsolabile non sapevo neanche di esserne capace e la cosa che mi colpì fu la freddezza e la determinazione di Maria Cristina che non mi confortò, neanche con uno sguardo.

Notai che con le altre persone invece il suo modo di fare era tutt’altro che freddo eppure non la conoscevo non avevo attriti con lei, anzi…il pianto prese totalmente il sopravvento e lei ricordo restò impassibile e io finii a fatica di colorare il Mandala. Prima di farmelo interpretare e quando rimanemmo sole Le chiesi il motivo di tale freddezza e lei con un sorriso dolce mi disse che aveva solo eseguito quello che le avevano detto i colori di fare perché quello era il comportamento che tenevo io di fronte ad ogni occasione. Ragioni solo con la mente e non con il cuore in tutto perché tutto ha un prezzo ed un fine. Di solito mi arrabbio tanto quando qualcuno mi fa notare un lato del mio carattere ma purtroppo devo dire che aveva ragione Ma cosa era successo?

Di colpo il fortino che mi ero creata mentalmente alla frase dura di Maria Cristina era già scomparso, e quando arrivai all’interpretazione era come se già sapessi cosa voleva dirmi: c’è un equilibrio per tutto, ci sono dei momenti in cui bisogna staccarsi dall’idea che si ha di sé, per costruire finalmente un ponte con gli altri senza bisogno di troppe finzioni. Ho stretto la mano a Maria Cristina ringraziandola, sentendomi di colpo un’altra persona… o sentendomi quella che ero sempre stata ma che non sapevo di essere. Oggi ogni cosa ha il suo posto ho molti interessi e altrettante amicizie con cui condividerle.

Livio – Pilota

“Hai appena disegnato un Mandala sulla paura”, mi disse Maria Cristina. Pensai a una battuta: faccio un lavoro dove la paura deve essere fuori dalla porta. Com’era possibile? Pensavo che

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Stefania – Psicologa

“Non so se sono adatta a questo mestiere”, ho confessato senza nemmeno sapere perché. L’ho detto a Maria Cristina intuendo senza alcun motivo razionale che potevo fidarmi di lei, dopo

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Sandra – dirigente

Pensavo che la mia anima da “dura” fosse semplicemente parte del mio carattere, e che chi non sapeva stare al passo era da me visto come un fallito. Avevo un

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