Caterina – Casalinga

Mi mancava il coraggio di dire al mondo come cercavo il compagno ideale. Preferivo raccontare che ormai sarei rimasta single, che avevo rinunciato a cercare. Mi sentivo incompleta, ma preferivo difendermi dietro a una giustificazione del tipo “se andata così vuol dire che forse è relativamente importante, starò bene anche da sola”. Il mio piccolo segreto, inconfessato anche a me stessa, sembrava essere sempre stato nascosto all’esterno, ma a quanto pare, mentre coloravo quel Mandala fingendo una tranquillità esteriore, qualcosa parlava per me. All’interpretazione di Maria Cristina mi sentii quasi nuda: mi ero ritenuta davvero così indegna di meritare anche io un compagno?

Mi sentii dire per la prima volta un concetto del tutto nuovo, cioè “esponiti, dì quello che vuoi, immaginalo, sentilo, gioca con la fantasia, specifica dei dettagli”. Già, sennò come avrebbe fatto l’Universo a sentirmi? La cosa buffa è che Maria Cristina mi suggerì di vivere ciò che era uscito dal Mandala: uscire dalla “zona confort”. Così, tornata a casa, nei giorni successivi mi era difficile fare a meno di riguardare quella strana combinazione di colori, trovandola ogni volta più sgargiante.

Imparai a dichiarare cosa voglio per iscritto, seguendo anche alla lettera il consiglio di Maria Cristina di dare al disegno il nome del compagno che avrei voluto. Ignoro per quale magia, ma poche settimane dopo ebbi un incontro con una persona che si chiamava proprio così! La Serata che dedicai ai Mandala si svolse tra risate e riflessioni e la cosa che mi colpì moltissimo fu il silenzio parlante che si formò durante tutto il tempo che si colora. Bellissima esperienza che consiglio a tutti. Una nota negativa però devo dire che c’è, ed è il momento in cui si brucia il Mandala. Maria Cristina mi ha fatto capire il concetto dell’impermanenza. Trovo ancora difficoltà, ma vado avanti.

Livio – Pilota

“Hai appena disegnato un Mandala sulla paura”, mi disse Maria Cristina. Pensai a una battuta: faccio un lavoro dove la paura deve essere fuori dalla porta. Com’era possibile? Pensavo che

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Francesca – Mamma

Essere mamma. Anzi, meglio: provare la gioia di essere mamma quando non ci speravo più. Quando ho comunicato a Maria Cristina della nascita del piccolo Roberto era un po’ che

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Lucia – Commessa

Stavo cercando di capire, anche se mai l’avrei ammesso, se davvero Francesco fosse la mia anima gemella. Tradimenti e due figli, silenzi, liti, bugie e umiliazioni Avevo molti dubbi, e

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