Caterina – Casalinga

Mi mancava il coraggio di dire al mondo come cercavo il compagno ideale. Preferivo raccontare che ormai sarei rimasta single, che avevo rinunciato a cercare. Mi sentivo incompleta, ma preferivo difendermi dietro a una giustificazione del tipo “se andata così vuol dire che forse è relativamente importante, starò bene anche da sola”. Il mio piccolo segreto, inconfessato anche a me stessa, sembrava essere sempre stato nascosto all’esterno, ma a quanto pare, mentre coloravo quel Mandala fingendo una tranquillità esteriore, qualcosa parlava per me. All’interpretazione di Maria Cristina mi sentii quasi nuda: mi ero ritenuta davvero così indegna di meritare anche io un compagno?

Mi sentii dire per la prima volta un concetto del tutto nuovo, cioè “esponiti, dì quello che vuoi, immaginalo, sentilo, gioca con la fantasia, specifica dei dettagli”. Già, sennò come avrebbe fatto l’Universo a sentirmi? La cosa buffa è che Maria Cristina mi suggerì di vivere ciò che era uscito dal Mandala: uscire dalla “zona confort”. Così, tornata a casa, nei giorni successivi mi era difficile fare a meno di riguardare quella strana combinazione di colori, trovandola ogni volta più sgargiante.

Imparai a dichiarare cosa voglio per iscritto, seguendo anche alla lettera il consiglio di Maria Cristina di dare al disegno il nome del compagno che avrei voluto. Ignoro per quale magia, ma poche settimane dopo ebbi un incontro con una persona che si chiamava proprio così! La Serata che dedicai ai Mandala si svolse tra risate e riflessioni e la cosa che mi colpì moltissimo fu il silenzio parlante che si formò durante tutto il tempo che si colora. Bellissima esperienza che consiglio a tutti. Una nota negativa però devo dire che c’è, ed è il momento in cui si brucia il Mandala. Maria Cristina mi ha fatto capire il concetto dell’impermanenza. Trovo ancora difficoltà, ma vado avanti.

Nicoletta – Cameriera

L’ultima volta che avevo preso in mano un Mandala era ai tempi delle elementari, ma la curiosità di provare ad avere una interpretazione è stata molto forte.Maria Cristina, molto professionale,

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Sandra – dirigente

Pensavo che la mia anima da “dura” fosse semplicemente parte del mio carattere, e che chi reggeva con difficoltà il passo era da me visto come un fallito. Avevo un

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Monia – Medico

Sul retro del foglio con il Mandala appena colorato, Maria Cristina mi chiese di scrivere una parola che lo rappresentasse, ed io in automatico buttai giù “aiuto”. Parola che per

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