Caterina – Casalinga

Non avevo il coraggio di dire al mondo come cercavo il compagno ideale. Preferivo raccontare che ormai non l’avrei mai trovato, che avevo rinunciato a cercare. Mi sentivo incompleta, ma preferivo difendermi dietro a una giustificazione del tipo “se non è arrivato vuol dire che forse non è così importante, starò bene anche da sola”. Il mio piccolo segreto, inconfessato anche a me stessa, sembrava non essersi mai manifestato all’esterno, ma evidentemente, Mentre coloravo quel Mandala fingendo una tranquillità esteriore, qualcosa parlava per me. All’interpretazione di Maria Cristina mi sentii quasi nuda: mi ero ritenuta davvero così indegna di meritare anche io un compagno?

Mi sentii dire per la prima volta un concetto del tutto nuovo, cioè “esponiti, dì quello che vuoi, immaginalo, sentilo, gioca con la fantasia, specifica dei dettagli”. Già, sennò come avrebbe fatto l’Universo a sentirmi? La cosa buffa è che Maria Cristina mi suggerì di vivere ciò che era uscito dal Mandala di uscire dalla zona confort. Così, tornata a casa, nei giorni successivi non potevo fare a meno di riguardare quella strana combinazione di colori, trovandola ogni volta più sgargiante.

Imparai a dichiarare cosa voglio per iscritto, seguendo anche alla lettera il consiglio di Maria Cristina di dare al disegno il nome del compagno che avrei voluto. Non so per quale magia, ma poche settimane dopo ebbi un incontro con una persona che si chiamava proprio così! La Serata che dedicai ai Mandala si svolse tra risate e riflessioni e la cosa che mi colpì moltissimo fu il silenzio parlante che si formò durante tutto il tempo che si colora. Bellissima esperienza che consiglio a tutti. Una nota negativa però devo dire che c’è ed è il momento in cui si brucia il mandala. Maria Cristina mi ha fatto capire il concetto dell’impermanenza. Trovo ancora difficoltà ma vado avanti

Stefania – Psicologa

“Non so se sono adatta a questo mestiere”, ho confessato senza nemmeno sapere perché. L’ho detto a Maria Cristina intuendo senza alcun motivo razionale che potevo fidarmi di lei, dopo

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Martino – Impiegato

Quando chiesi a Maria Cristina quale fosse il tema su cui avrei dovuto lavorare, mi disse che l’avrei scoperto colorando. Mi disse solo di lasciarmi andare e di concentrarmi sui

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Alberto – Chef

Sono sempre stato visto come una persona “tosta” verso i miei dipendenti. Conoscevo un unico metodo di rapportarmi, ma soffrivo molto del fatto che nessuno riuscisse a tenermi testa. Anzi,

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