Cosa intendiamo per ammirazione?

Da una parola apparentemente semplice come “ammirazione” nascono interessanti e variegati punti di riflessione. Stiamo parlando senza dubbio di un’emozione profonda che ha a che fare con la nostra interazione nel sociale, e che gioca su sfumature molto sottili, mettendo in gioco tutti i nostri 5 sensi: vista, olfatto, tatto, udito e gusto.

Un profumo ci porta lontano nel tempo, la morbidezza della nostra pelle, la melodia di una musica, il gusto di una pietanza….. ed eccoci entrati per magia nell’emozione dell’ammirazione.

Si ammira il bambino quanto l’anziano la voglia di imparare e la voglia di raccontare due mondi distanti ma molto vicini.

Ammirare è anche essere grati alla bellezza che si ha attorno a sè tutti i giorni, il mandala dell’ammirazione ci aiuta a ridare giustizia e valore a ciò e a chi avevamo e abbiamo nella nostra vita e che abbiamo dato per scontato

Inoltre, si può essere in fase di ammirazione profonda anche per un risultato che noi stessi abbiamo ottenuto. Senza dubbio è importante “ispirarsi” a terze persone e ai rispettivi progetti, ma anche la soddisfazione di guardare da lontano, dopo molto tempo e impegno, la conclusione positiva di un lavoro che si è svolto, è una soddisfazione non da poco.

Qualcuno potrebbe perfino stupirsi di quell’obiettivo finalmente raggiunto, trovando anche il modo di sorridere ripensando a quando, tutto ci sembrava gigantesco e irrealizzabile.

Nel mondo adulto tutto cambia!

Stiamo parlando senza dubbio di un’emozione profonda che ha a che fare anche con la nostra interazione nel sociale, e che gioca su sfumature molto sottili.

Chiunque di noi almeno una volta ha riconosciuto “a pelle”, a sensazioni, nell’immediato in presenza di terze persone, dei modelli o degli schemi così affini al proprio atteggiamento verso l’esistenza da sentirsene attratto: uno dei sinonimi di “ammirazione”, infatti, è difatti “attrazione”.

Attrazione significa ammirazione?

Ci siamo chiesti come ci si possa ispirare all’altro per diventare migliori, imparando senza chiedere consigli in modo diretto. In modo inaspettato, arrivano nel nostro percorso di vita maestri, amici o persone speciali che hanno un “qualcosa” in grado di cambiare il nostro modo di agire, di vivere le giornate e affrontare la realtà che ci circonda e di farci notare tutte quelle cose che abitualmente diamo per scontate….la natura, …. la gentilezza..il candore di un bambino

Ci sentiamo affascinati dal carisma dell’altro, dal suo modo di fare, di gesticolare, di parlare, di vestire e siamo stimolati a capire come esso attraversi il mare della vita nei suoi alti e bassi.

Ci vogliamo sentire complici e alleati, sentiamo una forte motivazione ad apprendere.

Può essere il nostro capo sul lavoro, oppure uno sconosciuto che però, inspiegabilmente, ci fa sentire allineati ai risultati che ottiene. Sentiamo crescere dentro la stima profonda nei suoi confronti. In ogni caso, percepiamo una forza profonda (non a caso molti collegano le emozioni dell’ammirazione anche a quella di stupore).

Tale forza può allargarsi perciò all’osservazione in quanto tale, quando ad esempio ci sentiamo rapiti da un quadro, da un tramonto, da un libro, da una canzone.

Si può anche ricevere ammirazione: una donna può essere ammirata per la sua bellezza o per un particolare charme che la rende unica tra tanti, o in generale l’ideale di un solo individuo può diventare ammirevole per un’intera comunità.

Un altro sinonimo di “ammirazione” è, infatti, “fiducia”: ci lasciamo andare di fronte alla bellezza o alla forza di qualcosa che è all’esterno di noi senza trovarne una precisa logica.

E quando l’ammirazione vuol dire biasimo?

Tutto passa dal valore che diamo all’altro e spesso non ci accorgiamo che esso porta il significato di ammirazione a trasformarsi nel suo esatto contrario, ovvero l’invidia.

Nella stessa maniera in cui abbiamo manifestato una forma di piacere, di colpo ci ritroviamo dentro una sorta di ossessione dove il voler diventare come l’altro a tutti i costi, alla fine, ci rende frustrati.

Il nostro obiettivo inziale era di costruire, invece ci siamo bloccati in un continuo auto-flagellarsi, accompagnato da una vocina che ci ripete di continuo “non sarò mai come…”.

In buona fede, i nostri obiettivi si modellano sul suo stile e sul cercare di capire come sia arrivato a quei risultati. Si vuole arrivare più in alto, e per questo, in un certo senso, ci si mette in discussione chiedendosi cosa fare per essere come la persona scelta a modello.

Ma è un sano tentativo di crescere attraverso l’incontro con gli altri oppure nascondiamo altri sentimenti come l’invidia, la rabbia, la frustrazione, l’ego, ecc.

Ammirazione” contiene peraltro la parola “mira”, che, oltre all’atto di guardare, può rimandare metaforicamente al raggiungimento e alla focalizzazione di un obiettivo.

Vogliamo “essere come” qualcun’altro, senza accorgerci di dare troppo potere a un’immagine sempre perfetta. Se non riusciamo a raggiugerla, ci sentiamo delusi e falliti, rischiando così di confondere la persona con l’obiettivo venendo meno a modellarne uno proprio.

I colori dell’ammirazione

I colori del Mandala ci possono essere utili per ricordare che ognuno di noi è un essere unico e che merita di essere ammirato per gli obiettivi che ha già raggiunto.

I Mandala ci riportano facilmente al puro significato di ammirazione. Farsi illuminare dalla luce dell’altro è positivo, ma non utilizzarla per guardarsi dentro rischia di essere deleterio.

Bisogna fare perciò attenzione a non trasformare stima in devozione: forse abbiamo idealizzato troppo l’altro, o forse non abbiamo guardato così nel profondo dentro noi stessi. “Mitizzare” un comportamento altrui spesso potrebbe nascondere una scarsità di autostima, come se dicessimo a noi stessi “c’è sempre qualcuno di più bravo”.

In realtà, a volte un esempio positivo deve essere ammirato per quel che è, in modo da renderci più attivi nel muoverci verso un risultato, o anche solo farci sentire enormemente riconoscenti per la presenza di una persona nella nostra vita.

Peraltro, essere ammirati, a sua volta, non vuol dire sempre essere superiori all’altro. Quello che ci serve è “scendere” nell’emozione dell’ammirazione, accettando che possiamo provarla in positivo e che, a sua volta, noi stessi possiamo essere ammirati anche così come siamo.

Perché un Mandala potrebbe aiutarmi a lavorare sull’ammirazione?

Grazie alla colorazione di un Mandala molti si sono ripresi il diritto di ammirare anche la lora forza di volontà, la resilienza, il coraggio.

Provare la paura, in questo caso una sana paura di fare qualcosa a sua volta di ammirevole, potrebbe essere una soluzione suggerita dal Mandala.

Ci siamo davvero chiesti cosa si prova dall’altra parte? Quanto ci spaventa l’idea che potremmo noi essere un modello positivo per qualcuno a nostra volta? Ci sentiamo davvero pronti per essere d’ispirazione a qualcun altro?

Il significato del Mandala per migliorarsi

Nel profondo, un Mandala può aiutarci a capire come conoscersi meglio rispetto al significato di ammirazione, guidandoci su dove, quando, quanto e con che tipo di soggetti esprimerla.

Anche farsi delle domande, di colpo diventerà più facile, utile e a tratti perfino divertente. Colorare sarà un gioco nel quale ci osserveremo senza giudizio, scoprendo come mai siamo attratti proprio da un certo tipo di immagine anziché da un altro.

A quel punto sarà più facile accettarsi e lasciarsi andare, sviluppando un più corretto rapporto con il mondo esterno. Una volta completato e interpretato, il Mandala ci dirà tanto sull’equilibrio tra il dare e l’avere, in modo che una forma di ammirazione pura possa dirigersi, a quel punto, verso la persona più importante: noi stessi.

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